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1 – Qualità della vita come fattore di sviluppo economico
Problema (a) – Non si è ancora percepito che la “Qualità della vita” non è soltanto un vezzo per un’èlite privilegiata, ma un fattore di attrazione che può portare, se sfruttato con intelligenza e accortezza, a un benessere economico diffuso.
Soluzione (a) – Privilegiare idee innovative nell’amministrazione, così da superare il conservatorismo del già fatto e già visto e approdare a un nuovo modello di sviluppo, a una nuova idea di città. Una città in cui si viva bene per: - rapporti umani - dimensione abitativa; presenza, puntualità e vicinanza dei servizi (sanitari, scolastici, ecc..); - qualità ambientale dei luoghi, dell’aria, dell’acqua e dei cibi; - rispetto delle fasce deboli e dei pedoni; - assenza di fattori stressanti; ritmi di vita accettabili; - bellezza del paesaggio; - opportunità e facilità di socializzare; - facilità di spostamento e disponibilità di vie di comunicazione (stradali e telematiche); - disponibilità a costi non eccessivi di beni oggi rari quali la gastronomia di qualità, l’artigianato tipico, l’abitazione storica; - basso tasso di delinquenza; - sicurezza sociale; - solidarietà tra simili e tra vicini; - opportunità a costo non eccessivo per la vita salubre, la vita all’aria aperta, il salutismo, la ricerca del benessere e l’attività fisica ricreativa; - facile accesso a spazi ricreativi e per il tempo libero destinati a tutte la fasce d’età. Valorizzando e puntando su tutti questi fattori si può e si deve attirare in loco (come già in parte accade) una nuova immigrazione di residenti qualificata per: - capacità di spesa, - formazione culturale e professionale, - ricchezza di relazioni lavorative e imprenditoriali; - ricchezza di competenze artistiche, scientifiche e umanistiche. Nuovi residenti in grado di offrire ai già residenti nuove fonti di spesa, maggiori opportunità di crescita, contatti e inserimento professionale, ecc... Valorizzando e puntando sugli stessi fattori di “QdV”, unitamente a costi più bassi rispetto alla metropoli, il territorio può attirare in loco addirittura interi settori di attività economiche (terziario, terziario avanzato, secondario leggero) oggi particolarmente mobili e flessibili geograficamente grazie alla telematica. Si può e si deve attivare una delocalizzazione delle aziende (pubbliche e private) dalle metropoli congestionate e care (per costi di affitto degli spazi ecc..) verso una piccola città a misura d’uomo quale è Amelia. Tali attività da attrarre ovviamente devono essere non impattanti, tali cioè da non compromettere la stessa “Qualità della Vita” che fa da fattore attrattivo (es: no al riciclo dei rifiuti che attira le ecomafie, inquina e sparge puzza; sì ai call-center, alla produzione software, al cinema, all’università e simili ecc…) L’Umbria si è data come immagine il “Cuore verde d’Italia”. Ci deve essere coerenza tra questa immagine e la realtà delle cose. Occorre lavorare affinché il cuore verde non sia inquinato e la Qualità della Vita non decada ma aumenti.
Data creazione : 12/04/2006 @ 17:27
Ultima modifica : 12/04/2006 @ 17:28
Categoria : QUALITA’ DELLA VITA E AMBIENTE
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