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3 – Mura e cultura dei beni monumentali
Problema (a) – Il crollo delle mura mette in luce la mancanza di un “modus operandi” giusto e adeguato per il centro storico e per le campagne di Amelia (cioè per i suoi beni più importanti, per la sua unica ricchezza). Sia che l’intervento provenga da enti esterni come è stato per le mura, dove hanno operato Regione e Sovrintendenza; sia che esso sia progettato e diretto dall’interno del Comune, come è stato per la strada romana in via della Repubblica o per altri interventi inadeguati; sia che esso provenga da privati come gli infissi in alluminio o il cotto al Teatro Sociale; in ogni caso manca una cultura dei beni monumentali. Esiste una filiera dell’incompetenza attorno ai beni storici, ambientali e paesistici. E’ una catena da spezzare
Soluzione (a) – Occorre verificare i curriculum di chi va ad operare sui beni di pregio. Le progettazioni vanno affidate solo a chi ha dimostrato di possedere esperienza specifica, sensibilità e rispetto per la storia e per l’ambiente. In ambito storico-archeologico occorre chiedere alla Sovrintendenza che vengano assegnati all’area dell’Amerino funzionari esperti di periodo romano, non di altre epoche, visto che qui è forte la presenza di beni archeologici di quel periodo. Occorre verificare quanti studi storico-archeologici siano stati pubblicati nell’ultimo lasso di tempo e confrontarli con altri periodi. Occorre che la Sovrintendenza utilizzi in appoggio personale privato selezionato attraverso severe analisi del curriculum lavorativo, del corso di studi, delle pubblicazioni. Occorre rivedere la politica dei ribassi sugli studi, sui progetti, sull’appalto dei lavori e sul supporto tecnico agli stessi, quando questo comporta perdita di professionalità e soprattutto quando in gioco ci sono opere monumentali di grande importanza.
Problema (b) – Non esiste un sufficiente monitoraggio sui monumenti a rischio.
Soluzione (b) – Va fatto uno screening degli edifici e dei monumenti, sia pubblici che privati, nei quali si sono manifestate infiltrazioni d’acqua, crepe, piccoli crolli, ecc.. Il patrimonio storico e paesistico va monitorato costantemente attraverso semplici ed economici strumenti (spie sui muri, rilievi fotografici periodici ecc...) I giornali hanno segnalato il Duomo e palazzo Petrignani. Il forum segnala la diga medievale sul Rio Grande.
Problema (c) – Rischio di nuovi crolli per le mura.
Soluzione (c) – Vanno bloccati tutti i progetti che riguardano le mura e gli spazi limitrofi al fine di studiare più accuratamente la situazione. Tra questi deve essere significativamente revisionato il progetto di pavimentazione del piazzale Boccarini, sovrastante il tratto più importante di mura poligonali. Vanno studiate soprattutto le implicazioni idrauliche che questa pavimentazione comporta e come il nuovo sistema può influenzare il drenaggio dei terrapieni retrostanti le mura. Prima di turbare un equilibrio millenario occorre studiare e procedere con estrema cautela. Se non vi saranno preliminari certezze di successo, occorrerà rinunciare alla pavimentazione
Data creazione : 12/04/2006 @ 17:56
Ultima modifica : 12/04/2006 @ 17:56
Categoria : MURA POLIGONALI
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