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 CENTRO STORICO - Centro storico e restauro

3 – Centro storico e restauro

Problema (a) – Manca un controllo capillare su ciò che senza licenza o con licenze discutibili viene cambiato e manomesso nei centri storici (Amelia e frazioni)

Soluzione (a) – Fotografare tutte le facciate e i tetti degli edifici di Amelia (per le riprese dall’alto sono già disponibili studi regionali e comunali, oltre che fotogrammetrie su internet da satellite); archiviare. Monitorare spesso sui cambiamenti avvenuti, se in linea con i regolamenti del comune. Per effettuare il lavoro di fotografia, assegnare il tutto ad una associazione di giovani studenti in storia e architettura, che con poca spesa e voglia di protagonismo possono insieme dare un contributo alla città e imparare a rispettare il centro storico quando saranno loro i progettisti (allevare i giovani al bene e non al male come è successo con i nazistelli teppisti). Si può suddividere la città in dieci-venti zone da assegnare ai giovani per il rilievo. Il lavoro va poi esteso ai centri storici delle frazioni e successivamente ai casolari di campagna. Particolare attenzione va posta al rilievo fotografico dei dettagli di valore.

Problema (b) – Interventi di restauro o di “valorizzazione” sbagliati (strada romana in via della Repubblica, infissi di alluminio al Teatro Sociale e sostituzione del cotto antico con mattonellacce, ecc..) hanno deturpato la città vecchia

Soluzione (b) - Basta con l’architettura moderna ed economica invasiva nel centro storico e in campagna. Nell’ultimo periodo sono stati fatti numerosi danni. Invertire completamente la rotta. Rilevare poi tutti gli interventi di edilizia moderna ed economica per eliminarli secondo un piano complessivo di recupero dell’aspetto antico (il rilievo e il recupero deve essere relativo ad elementi strutturali, ai dettagli costruttivi, all’arredo urbano, alle insegne e quant’altro). Creare un pamphlet di denuncia sugli orrori del centro storico e della campagna per fare ammenda e per porvi rimedio. Regolamentare tutto ciò che non lo è al fine di fermare nuovi interventi sbagliati. Togliere gradualmente gli elementi incongrui denunciati e sostituirli con altri congrui. Stabilire una tabella di marcia e un obiettivo numerico di miglioramento. Stabilire per gli edifici colori tenui e non sgargianti. Le facciate che hanno una bella patina antica (vedi il Teatro Sociale) non hanno bisogno di essere rifatte; questo intervento danneggia anzichè valorizzare; si rifacciano solo le facciate scrostate. In alcuni casi la rimozione dell’intonaco (vedi San Magno) mette in luce delle bellissime facciate in pietra, che possono essere lasciate allo stato grezzo e non rivestite di nuovo intonaco. Quando si apre una traccia sulle murature esterne (condotti, camini, ecc..) deve essere richiusa rispettando la tessitura esistente (a mattoni se mattoni, pietra se pietra, ecc.. non con il cemento, anche se la facciata sarà coperta di intonaco).
La strada romana di via della Repubblica deve essere resa visibile, ove possibile, attraverso una semplice ringhiera. Il secondo tratto, isola pedonale, può essere completamente scoperto (a parte due passerelle ai lati per l’accesso ad abitazioni e negozi). Il primo tratto può essere scoperto lungo un lato, lasciando lo spazio carrabile sul lato opposto. Non si capisce perché sia stato progettato e realizzato esattamente l’opposto! Si può costruire un percorso tematico (fatto di teche espositive e tabelle) che porti da Porta Romana al Museo, narrando con tono divulgativo la storia di Amelia. Per rivitalizzare il museo archeologico e incentivare il passeggio nel centro storico si può associare ad una nuova valorizzazione del lastricato romano la collocazione in via della Repubblica di una serie di teche infrangibili contenenti reperti di scarso valore di cui sono pieni i magazzini (es. vasi, piatti, pezzi di statue, ecc..). Attraverso queste teche si dovrebbe raccontare, in modo divulgativo e assai sintetico, la storia di Amelia.
Occorre ridare dignità alle piazze trasferendo fuori monumenti non idonei al centro storico: monumento ai caduti in piazza Augusto Vera; statua di padre Pio in piazza del Comune; monumento delle pietre in piazza del Duomo. Prevedere uno spazio all’esterno delle mura, in zona moderna, per collocare questi elementi; una sorta di piazza dei monumenti. Per facilitare questo lavoro di restituzione della città al suo fascino antico, occorre limitare al massimo la spesa per opere pubbliche nella zona moderna e concentrare i finanziamenti nel centro storico (es. mai più opere come il “Fontozzo” di viale Europa). Il turista, quando entra nella cinta muraria poligonale di Amelia si aspetta un tuffo nel passato. Occorre appagare questa sua aspettativa.
Al fine di educare il cittadino e il progettista al miglior restauro e alla migliore valorizzazione si può istituire un premio annuale per il “miglior restauro”, da diffondere anche grazie alla collaborazione di associazioni come le contrade, i gruppi culturali, ecc.. Il premio può riguardare anche le campagne.
La politica da seguire è: imparare dai tanti errori del passato, analizzarli e impedire che si verifichino di nuovo. Poi recuperare secondo un nuovo spirito.
Il Teatro Sociale deve essere riportato allo stato originario (ci sono le foto). Ripristino dello stato dei luoghi!

Problema (c)
– Molti lavori sono fermi da troppo tempo (ex Federici, Sant’Angelo, Teatro Sociale)

Soluzione (c) – Affrontare con energia il problema del blocco per rimuoverlo. Al piano terra del Sant’Angelo, visto il meraviglioso giardino, si suggerisce di creare un luogo di ritrovo e produzione in cui convogliare tutte le sedi delle associazioni, così da far vivere anche a livello ricreativo quella parte di città

Problema (d) – La ripavimentazione delle strade e delle piazze della città vecchia deve avanzare, ma occorre fare attenzione al fattore arlecchino

Soluzione (d)
– Usare pietre dello stesso tipo, limitare la diversità. Usare pietre tradizionali. Bandire totalmente la pavimentazione con simil-pietra in cemento. Usare solo pietra cavata, o pietra di fiume e cotto, o cotto.

Problema (e)
– Mancano edifici residenziali con parcheggio annesso. Questo disincentiva l’acquisto-affitto di case da parte di chi è fortemente legato all’uso dell’automobile e porta fuori del centro la residenzialità.

Soluzione (e)
– Utilizzare zone compromesse (es: chiesa S. Lucia, Maestre Pie e area Scaricati; area antistante e retrostante ex fabbrica Federici via Pomponia e via Ciatti; nuove Poste e area limitrofa) per demolire l’incongruo e ricostruire in linea con lo stile antico della città vecchia utilizzando il sottosuolo per ampi garage, vigilando però che i posti auto non siano trasformati in cantine come già accaduto. Realizzare eventuali parcheggi interrati solo se totalmente a scomparsa, non comportanti elementi architettonici lesivi della storicità di Amelia (al più un muro di contenimento in pietra).

Problema (f)
– Mancano i grossi consorzi di restauro, soluzione che invece è stata molto sfruttata a Terni

Soluzione (f)
– Studiare possibilità per operazioni di ristrutturazione sulla base di consorzi, soprattutto per aree vaste. Per le operazioni già effettuate dall’istituto “Case popolari”, va registrata una scarsa qualità del restauro, che deve essere evitata in futuro; e la messa in moto di meccanismi che hanno portato alla creazione di quartieri ad alta densità di disagio sociale (anche questo fenomeno che va tenuto sotto controllo ed evitato, anche attraverso la trasformazione agevolata dell’uso degli immobili da affitto a proprietà, come è stato realizzato in altre realtà geografiche, con effetti positivi che legano il residente alla cura e al mantenimento della qualità dei luoghi).

Problema (g) – E’ diffusa la sciatteria nel centro storico, sia pubblica che privata

Soluzione (g)
- Obbligare i privati al rifacimento delle facciate e dei cornicioni pericolanti anche attraverso ordinanze
- Togliere le bacheche arrugginite e sostituirne con nuove in legno
- Togliere l’asfalto e relativi teli in plastica svolazzanti messi a copertura delle scalette tra i palazzi Nacci e Petrignani
- Togliere i terrificanti cartelli pseudo-turistici (piazza del Comune ecc..)
- Ripristinare lo stato dei luoghi come in origine quando si scava (no alle toppe di cemento)
- Obbligare al restauro totale dell’edificio e non di una singola parte al fine di dare coerenza all’intervento e un risultato soddisfacente a chi spende
- Togliere tutti i fili elettrici e telefonici penzolanti almeno dagli stabili in ristrutturazione o ristrutturati!
- Scusate se ci siamo scordati qualcosa. C’è sicuramente altro.

Problema (h)
– Troppe facciate e gronde fatiscenti, addirittura pericolanti.

Soluzione (h) – Obbligare tramite ordinanze a restaurare: subito nei casi di pericolo o estremo degrado; sulla base di piani che completino il restauro di intere vie, a partire da quelle più turistiche. Incentivare tali operazioni e non solo obbligare. Incentivi cospicui nel caso di proprietari assai poco facoltosi.


Data creazione : 12/04/2006 @ 18:05
Ultima modifica : 12/04/2006 @ 18:05
Categoria : CENTRO STORICO
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