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1 – Urbanistica: campagna
Problema (a) – Le campagne negli ultimi anni sono state cementificate oltre ogni accettabile misura, snaturando il paesaggio e compromettendo seriamente l’attrattiva turistica dell’Amerino, inteso come comprensorio (di cui Amelia è e deve essere capofila e capoluogo).
Soluzione (a) – Vanno assolutamente introdotti nuovi vincoli che limitino al massimo la costruzione di nuovi edifici. Va poi studiata la normativa vigente per capire come abbia potuto permettere tale aggressione al territorio, malgrado vi siano linee di indirizzo regionali almeno teoricamente restrittive: si deve capire quali sono le maglie larghe che permettono di evitare vincoli e limitazioni, e su quelle maglie intervenire per restringere al massimo le possibilità di edificazione. Va poi istituita una commissione d’indagine, seria, aperta ad elementi esterni alla politica e alla lobbie costruttivista, per verificare se non vi siano state eventuali trasgressioni ed omissioni. Vanno vietate pratiche quali l’asservimento di ettari di terreno a soggetti non proprietari al fine di ottenere gli alti indici richiesti per la costruzione di immobili in campagna. Vanno monitorati tali asservimenti per verificare se gli stessi terreni non siano stati conteggiati più volte al fine del raggiungimento degli indici e per renderli non asservibili in futuro (catastini interni o altri strumenti di archiviazione dati). Vanno distinti gli annessi agricoli dalle abitazioni in modo netto: gli annessi non possono avere servizi ed elementi costruttivi (es: bagni, pavimenti, impianti di riscaldamento civili, ecc..) tali da essere abitabili; una stalla è una stalla; non ci possono essere progetti per porcilaie dove il porco vive più confortevolmente di un essere umano, perchè poi quella stalla o quella rimessa in realtà è usata come una casa. Una volta rilasciate le licenze ci deve essere un serio controllo sul realizzato. Occorre verificare in percentuale quanto è stato controllato finora sul totale del costruito (sia per abitazioni che per annessi). Se la percentuale è bassa intervenire per alzarla. I controlli devono riguardare soprattutto campagne e centri storici, meno le zone moderne, dove eventuali abusi incidono poco sulla godibilità del bene comune “paesaggio”. Va verificato se sono stati rispettati o disattesi i vincoli sui condoni. La lotta ad eventuali abusi deve essere condotta con mezzi nuovi, come ad esempio l’utilizzo di foto aeree disponibili gratuitamente su internet. Alla base di tutto questo lavoro da avviare ci deve essere un radicale cambiamento della struttura burocratica comunale. Se un soggetto istituzionale-burocratico finora non è stato in grado di fermare un processo di degrado nonostante indirizzi politici regionali volti alla salvaguardia, quel soggetto va cambiato. Prevedere l’ingresso nella nostra storia dell’urbanistica della Valutazione Strategica Ambientale, o altre forme di valutazione ex ante e di impatto ambientale.
Problema (b) – Stanno gradualmente scomparendo i tradizionali casolari in pietra tipici della tradizione rurale locale, spesso demoliti per far posto a due-tre villette economiche, fatto questo che compromette gravemente l’immagine del territorio e ne mina la sua ricchezza intrinseca, l’unica risorsa rimasta da sfruttare economicamente: la bellezza del paesaggio.
Soluzione (b) – Vanno censiti anche fotograficamente (ci si può servire di giovani studenti o associazioni, ecc..) tutti i casolari storici del comprensorio (Amelia si deve fare portatrice di una politica territoriale comune). Le architetture tradizionali rurali ancora in piedi devono essere vincolate ad una politica di restauro conservativo. Chi dovesse demolirli deve essere obbligato a ricostruirli identici, al fine di spezzare il circolo vizioso del casolare trasformato in moderna ed economica villetta.
Problema (c) – Le nuove costruzioni in campagna (o le ristrutturazioni dei volumi esistenti) sono spesso inaccettabili dal punto di vista estetico, minando seriamente il paesaggio.
Soluzione (c) – Devono essere banditi i materiali e gli elementi costruttivi economici, causa spesso di serie ferite all’immagine della campagna locale. Devono essere bandite tipologie edilizie estranee al contesto rurale (nessuna villetta di gusto urbano, nessuna forma bizzarra o chiassosa, ecc..). Devono essere varati protocolli e regolamenti che descrivano puntualmente ciò che è concesso e ciò che non è concesso fare. Si deve prescrivere un codice estetico che preveda l’utilizzo di materiali, elementi costruttivi, tipologie, dettagli ornamentali o strutturali, che rispettino la tradizione rurale locale. I colori non devono “sparare” ma camuffarsi con l’ambiente (no al bianco; no alle vernici sgargianti) Gli interventi di architettura moderna devono essere limitati a nuove e modeste porzioni di fabbricato, e sottoposti ad attente verifiche d’impatto che non possono prescindere dalla qualità dei materiali e delle forme. Per gli orrori già realizzati prevedere un censimento e un piano di recupero del paesaggio. Come al punto (a), va verificato se gli attuali protocolli e regolamenti sulle campagne sono stati rispettati o disattesi; se rispettati o disattesi i vincoli sui condoni. Come e unitamente al punto (a): commissione d’inchiesta, verifica, controlli, studio di criticità, interventi restrittivi. Non vanno asfaltate le strade bianche. In quelle vicinali il Comune è chiamato a compartecipare ala manutenzione. Mantenere la bellezza delle campagne ha un costo.
Problema (d) – C’è una diffusa mancanza di cultura tra i politici che non li rende in grado di capire l’importanza di un’urbanistica corretta per il centro storico e per le campagne.
Soluzione (d) – Le associazioni culturali e ambientali possono collaborare con il Comune promovendo dei viaggi-studio-premio per amministratori (di maggioranza e opposizione) e tecnici comunali alla volta di realtà (come ad esempio la Baviera, il Trentino, ecc..) dove la tutela urbanistica è intesa come ricchezza. Si può anche pensare ad un concorso fotografico dove ogni politico è chiamato a ritrarre Amelia nella sua veste più bella. Con l’utilizzo dell’occhio fotografico si accorgeranno degli elementi di disturbo che hanno creato e di quelli che possono creare. Educhiamo i politici!
Problema (e) – La campagna è stata sfruttata in passato in maniera incongrua, per installarvi capannoni artigianali e industriali. Oltretutto queste aziende chiedono ampliamenti e nuove costruzioni, sia dei fabbricati che dei piazzali-magazzino.
Soluzione (e) – L’eventualità di espansioni deve essere negata. Bloccare l’errore e evitare che si espanda a macchia d’olio. Per le attività del secondario ci sono le aree Cai apposite. Va incentivato invece il trasferimento di queste attività nelle aree sopradette.
Problema (f) – Negli ultimi anni i vincoli all’edificazione nelle campagne sono stati aggirati grazie ai piani particolareggiati.
Soluzione (f) - Bloccare, azzerare e proibire piani particolareggiati relativi all’edilizia abitativa nelle aree di campagna (causa in passato di veri scempi paesistici). Usare i piani particolareggiati in campagna solo per risanare vecchi interventi sbagliati, trasformando edifici produttivi come capannoni e altre tipologie non in linea con la ruralità in nuovi contenitori architettonicamente integrati con l’ambiente e coerenti con il paesaggio
Data creazione : 12/04/2006 @ 18:24
Ultima modifica : 12/04/2006 @ 18:24
Categoria : URBANISTICA
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