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 URBANISTICA - Urbanistica: nuove zone di espansione

2 – Urbanistica: nuove zone di espansione

Problema (a) – La città si è allargata troppo e male, frazioni comprese. Tanto da compromettere l’immagine stessa di Amelia come città-fortezza che si staglia all’orizzonte, o come città circondata da campagna. La popolazione negli ultimi decenni è diminuita ma le nuove case sono spuntate ovunque, fino a raddoppiare la capacità abitativa.

Soluzione (a)
– Questa incongruenza va risolta. Occorre bloccare le nuove espansioni. Non una nuova fetta di territorio deve essere utilizzata. L’edilizia, fenomeno economicamente importante per questo comune, va governata e indirizzata. Verso il recupero del centro storico. Verso la trasformazione di aree moderne cresciute male, già degradate, in aree o da ricostruire, riconvertire o da sfruttare meglio, alzando gli indici di fabbricabilità, quindi di densità abitativa, pur senza aumentare le altezze, facendo in modo che la città nuova non soffochi o metta in ombra l’antica. Occorre bloccare ogni edificazione nelle vicinanze del colle di Amelia e degli altri centri storici frazionali. Edificare solo dove nuove case non interagiscano visivamente con i centri storici. Prevedere eventuali piani particolareggiati in prossimità del centro storico solo per riportare le tipologie edilizie e i materiali in linea e in coerenza con la città antica, rimediando agli errori del passato. La filosofia di intervento deve essere: il pubblico propone secondo un suo disegno di città, il privato eventualmente segue ed esegue (anche, ovviamente, guadagnandoci). Mai la filosofia: il privato propone secondo i suoi scopi e regala qualcosa al pubblico dopo aver depredato e distrutto. Lo scambio tra lo scempio urbanistico concesso dal pubblico al privato e il finanziamento di opere o la cessione di terreni concessa dal privato al pubblico (come è successo in località Paticchi) va bandita.
Vanno piantati alberi nei quartieri fuori le mura così che il verde contribuisca ad armonizzare la zona moderna con l’antica, rendendo la prima più sfocata e morbida, più coperta, mettendo in risalto la seconda.

Problema (b)
– Molte zone di nuova espansione sono cresciute senza urbanizzazioni (marciapiedi, verde, illuminazione) anche se i costruttori erano obbligati a realizzarle da appositi protocolli.

Soluzione (b)
– Vanno fatti rispettare i protocolli elusi in passato. Per il futuro: prima si realizzano le urbanizzazioni, poi le case (come accade in Germania). Per il presente, in attesa di una nuova filosofia d’impianto occorre risolvere il problema, e che è di grandi proporzioni soprattutto in una ottica di lungo periodo, dei controlli da parte degli uffici tecnici competenti sulle opere di urbanizzazione (esempio rete fognaria) delle nuove aree residenziali, opere che vengono dichiarate dai costruttori come a loro carico ma che poi non sono sempre eseguite. Occorre avviare i controlli a posteriori con una certa intransigenza o rilasciare le certificazioni solo dopo l’effettiva realizzazione delle suddette opere. Il verde previsto deve essere impiantato, anche per rendere, grazie all’alberatura, la zona moderna più armonica con la campagna. Verificare se è stato fatto e intervenire. Collegare San Lorenzo e Montenero al centro con percorsi pedonali.

Problema (c) – Le aree Cai, commerciali artigianali industriali, sfuggono a qualsiasi normativa estetica. Questo è un danno per il paesaggio non indifferente. Non ci sono vincoli neanche per la pubblicità stradale, che sta invadendo il territorio. Altri elementi di forte disturbo al paesaggio sono i distributori di benzina, enormi, sgargianti e impattanti.

Soluzioni (c)
– Occorre studiare e approvare un regolamento edilizio per gli edifici delle zone Cai. Vanno introdotti standard, parametri, protocolli che rendano questi edifici compatibili con l’ambiente storico, rurale, ambientale della città e del territorio.
Visto che nessuna strada statale attraversa più il territorio, si può chiedere agli enti sovracomunali un progetto pilota sull’Amerino per rimuovere i cartelloni pubblicitari. Fate la pubblicità su internet! Sono quelle le nuove strade.
Altro progetto pilota che si può tentare di avviare con enti e governo, facendo di Amelia una città all’avanguardia sulla bocca di tutti (quindi pubblicità gratuita), è quello per il ridisegno delle aree di servizio in contesti storico-ambientali di pregio, rendendo questi elementi urbanistici meno impattanti (legno, piante, scritte piccole, nessun colore, architetture gradevoli, ecc..)
I capannoni, ma anche le case, vanno fatti col tetto a spiovere, non a terrazza.


Data creazione : 12/04/2006 @ 18:26
Ultima modifica : 12/04/2006 @ 18:26
Categoria : URBANISTICA
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