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2 – Sviluppo e marketing territoriale
Problema (a) – Non è adeguatamente sfruttata l’attrattiva che Amelia potenzialmente possiede come marchio e come richiamo.
Soluzione (a) – “Amelia città museo all’aria aperta”, “Amerino terra di passeggiate”, sono slogan che abbiamo già proposto in altri capitoli. Occorre fare di Amelia un marchio. Ci si può rifare ad esperienze in atto a Narni, dove si sta pensando ad un sistema De.Co (denominazione comunale), che ad Amelia non può che essere esteso a tutto l’Amerino. Il marchio “Amelia” o “Amerino” veicolerebbe tutti i suoi prodotti tipici e i suoi servizi turistici. Il marchio collettivo deve essere teso a identificare, a tutelare la città e il suo territorio. Una volta lanciato il marchio si deve fare particolare attenzione alla coerenza tra il messaggio lanciato, quindi l’aspettativa che si crea, e ciò che realmente viene offerto. Occorrerà quindi vigilare sulla effettiva qualità e sulla effettiva rispondenza all’identità locale dei prodotti e dei servizi offerti. Ancor più occorrerà vigilare sul fatto che la città e il territorio corrispondano all’immagine offerta. Altrimenti è tutto compromesso. Per il simbolo grafico del marchio si fa una proposta: utilizzare la Torricella, simbolo di architettura rurale della zona, nonchè edificio che può essere acquistato da una cordata pubblico-privata, restaurato riportandolo all’originale, utilizzato come foresteria per affari dalle aziende, come attrattiva turistica (magari ospitando una galleria di attrezzi tipici della ruralità o della gastronomia locale), infine come marchio fisico, visibile, realmente esistente, biglietto da visita di un territorio rurale che si è però attrezzato in quell’area per l’agroalimentare moderno: Interpan, Cantina Colli Amerini, Mattorre, ciò che sarà della Federici ecc..... Ne risulterebbe una sorta di parco agroalimentare, di cui la Torricella potrebbe essere un centro studi. Al di là delle singole proposte il rilancio dell’economia sulle nuove direttrici deve avvenire dietro la presentazione di un serio piano pluriennale di marketing territoriale, coinvolgendo le migliori energie locali attraverso tavoli di lavoro.
Problema (b) – Gli imprenditori locali sono restii all’innovazione e alla collaborazione
Soluzione (b) – Costruire percorsi di filiera: obiettivi a lungo termine ma da percorrere con ostinazione.
Problema (c) – Sprechi nella pubblica amministrazione, sostegni ad attività e comparti desueti, o poco consoni alle nuove direttrici di sviluppo, bloccano la dinamicità dello sviluppo.
Soluzione (c) – Occorre liberare energie per destinarle alla nuova rotta che si è deciso di intraprendere e sulla modernità
Data creazione : 12/04/2006 @ 18:33
Ultima modifica : 12/04/2006 @ 18:33
Categoria : SVILUPPO ECONOMICO
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